lunedì 17 febbraio 2014

Nuove tecnologie e creatività

Negli ultimi anni due nuove tecnologie, il cellulare ed internet, hanno
trasformato profondamente l’uso del nostro tempo sia di lavoro che sociale.
In particolare il cellulare fu presentato come il sistema che ci avrebbe consentito
di coniugare nel migliore dei modi il tempo di lavoro con quello personale.
Nei fatti, almeno per una parte della sua attività, l'uomo potrebbe con la
nuova tecnologia liberarsi dai vincoli di spazio e di tempo, decidendo di collocare il
proprio “ufficio virtuale” nel più bel posto che ci sia, ovviamente a suo modo di
vedere.
Condizione questa che potrebbe consentirgli di scaricare lo stress cumulato nella
sua usuale frenetica giornata, vivendo un periodo di fecondo ozio creativo, che
associa il lavoro al divertimento e apre le porte alla fantasia, all’immaginazione e
alla creatività. Senza con questo ridurre pesantemente le sue prestazioni
efficientistiche.
Il mondo di internet consente di avere accesso immediato o quasi a qualunque tipo di informazione, video, canzoni, immagini, costituendo quindi un'incredibile fonte di conoscenze e ispirazione. Un uso scorretto e diffuso di questa tecnologia però, inserito nel circolo vizioso della routine, è incentrato sulla fretta e quindi porta spesso all'approssimazione e alla confusione, una fretta che si alimenta di tempo, che viene sottratto al pensiero e quindi alla creatività. Se internet viene usato esclusivamente come mezzo di relazione piuttosto che di contatto e informazione, si trasformerà in quello che oggi è già in parte: un ladro di tempo.

Creatività

"Creatività" è un termine che indica genericamente l'arte o la capacità cognitiva della mente di creare e inventare grazie all'utilizzo congiunto della fantasia e dell'innovazione; tuttavia esso può prestarsi a numerose interpretazioni e significati.
 L'idea di creatività come atteggiamento mentale proprio (ma non esclusivo) degli esseri umani nasce nel Novecento. I primi studi sul fenomeno risalgono agli anni venti. Nella specie umana, mentre in alcuni campi - la matematica, per esempio - la creatività sembra svilupparsi meglio in giovane età, in altri - letteratura, musica, arti figurative - continua per tutto l'arco della vita.
L'atto del creare è stato a lungo percepito come attributo esclusivo della divinità: Catullo, Dante, Leonardo, infatti, non avrebbero mai definito se stessi dei creativi.

Gli antichi Greci identificavano la creatività con la capacità poetica, e lo stesso fece Ralph Waldo Emerson, il più celebre filosofo della creatività, nel suo saggio "Il poeta".

Poiché si fonda sulla profonda conoscenza delle regole da superare, la creatività non può svilupparsi in assenza di competenze preliminari. Caratteristiche della personalità creativa sono curiosità, bisogno d'ordine e di successo (ma non inteso in termini economici), indipendenza di giudizio, spirito critico, insoddisfazione, autodisciplina.
 La creatività è espressione tipicamente umana perché si fonda anche sul possesso di un linguaggio a volte astratto (fatto però di parole, numeri, note musicali) e atto a compiere discriminazioni sottili. Ma non è espressione esclusivamente umana. Molte specie di mammiferi, in particolare i Primati, ed alcune specie di uccelli hanno intuizioni creative che riescono anche a trasmettere ad altri soggetti per mezzo dell'imitazione.